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sexta-feira, 3 de dezembro de 2021

LE DEVIAZIONI SESSUALI

 


                La maggior parte delle deviazioni sono in comune ai due sessi, ma tra le donne risultano assaimeno diffuse e variate con la masturbazione . I motivi del minore attecchimento sono da ricercare anzitutto nella stessa natura femminile; la donna ha in genere necessità erotiche meno pressanti ed è meno facile che ricerchi sfoghi immedisati; inoltre è abituata da generazioni e eluderle, a differerle o a reprimerle a scapito dell'aggressività. 
              Le origini delle deviazioni sessuali sono state succintamente trattate in questo livro metrer la, loro non semplice cura esula delle finalità di quest'opera. Offriremo, quindi, soltanto una panoramica delle alterazioni della sessualitàpiù tipicamente femminili. 
               La più diffusa è indubbiamente la masrturbazione, che per nolte donne costituisce lo sfogo erotico abitudinario e per altre quello al quale ricorrono in caso di mancata soddisfazione da parte del maschio; una donna sposata  su cinque pratica com regolarità l'autoerotismo. Nato di solito nell'adolescenza, l'autoerotismosi radicalizza nelle donne per un cumulo di motivi difficilmente analizzabili tra i quali ipiù comuni sono l'assenza di conseguenze immediate di quasiasi genere e la maggiore soddisfazione in confronto a quella ottenuta tramite il rapporto eterosessuale. 
         Sulla masturbazione si innesta con crescente frequenza il feticismo, se cosi si può chiamare . 
       Molte donne non si accontentano della stimolazione manuale del clitoride o delle pareti vaginali ma ricorrono a una varietà di oggetti in plastica simili al pene dotati anche di vibratori elettrici, dei quali  esistono fabbricante  e negozi specializzati con vasto assortimento di modeli e misure. Alcuni falli artificiali sono dotati perfino di sistemi perregolare la temperatura esterna e per simulare l'eiacuzazione. Su questo argomento gli specialisti non hanno ancora compiuto studi, per cui dal punto di vista scientifico, se ne sa poco. 
            Per ora rimare un fatto di costume. 
            In passato si intendeva per "normale", l'essere adulto attratto esclusiva,mente da soggetti del altro sesso, il cui unico fine era il coito penil-vaginale.  Al di fuori di questo schema esageratamente limitativo, si cadeva nella "perversione sessuale". Il concetto è stato recentemente sostituito da altri più elastici e intelligenti, com differenze non trascurabili tra i vari autori. 
            In particolare, si è scartata di sana pianta l'ipotesi - ormai purtroppo in molti radicata - che, sia da considerare  "perverttitto" il soggetto che occasionalmente svolga sattività erotiche classicate tra le "perversioni", in quanto si è ammesso che tutte le done e tuti gli uomini hanno in qualche momento della vita impulsi erotici "anaormali". Si trata di stimoli che hanno origini più o meno lontane nel tempo e tavolta forse prenatali, legati all'educazione e quindi all'ambiente nl quale la persona ha vissuto,  a singoli episodi dell'infanzia, alla costituzione  fisica e psichica, all'equilibrio ormonale e a numerosi altri fattori. Dal rapporto Kinsey è emersa clamorosamente  l'insospetta diffuzione di alcune di esperienze erotiche "anormalei", ma è anche emerso il fatto che le done e gli uomini che le hanno avute sono in grado di svolgere un'attività sessuale normalissima una volta accettatoil matrimonio. Nostante esista un notevole disaccordo su cosa intendere per "deviazioni sessuali", oggi si è propensi a considerare sessualmente deviati soltanto i soggetti che lo sono in maniera patologica, e cioè quelli che giungono  all' eccitamento e all'orgasmo soltanto o prevalentemente  con una o più attività erotiche anormali. Non mancano punti di vista meno aperti, ma la maggioranza degli studiosi ha assunto questa orientamento. Anche i termini "perversione" e "depravazione", per gli psicologi hanno perduto buona parte del loro signicato di un tempo; oggi indicano al massimo le forme di espressione sessuale crudeli, criminali o che realmente sviliscono la natura umana. 
              L'omosessualitá è considerata storica. Sono omossessuali le persone che preferiscono avere rapporti erotici con partners del proprio sesso. L'omosessualità esiste da sempre. 
           Uno degli episodi più antichi è quello biblico degli angeli apparsi nella città di Sodoma a Lot che li ospit`: la popolazione maschile desiderava possederli carnalmente per cui Lot ebbe non pochi fastidi. Seguendo i consigli divini fini l'abbandonare la cità che per rapresaglia celeste fu distrutta. Sodomia, sodomita, sodomizzare, sono parole  che da molto tempo definiscono il rapporto anale tra maschi. 
              Nella Grecia antica, era diffusa tra le donne che rimanevano lungamente sole nei periodi in cui gli uomini erano impegnati in guerra. Oltre alla solitudine le spingeva all'omosessualità anche un'innata rafinatezza della quale sono pro va i pochi versi che ci sono giunti di Saffo, la poetessa universalmente ritenuta omosessuale, che cinque secoli prima di Cristo visse nell'isola di Lesbo; i termini Lesbismo e Saffismo indicano infati i rapporti sessuali tra donne. 
             All'epoca dell'impero romano, l'omosessualità  raggiunse la massina diffusione della storia; gli schiavi si prostituivano per soddisfare gli invertiti di ogni classe sociale; l'emsempio veniva dall'altro tanto che di Cesare si diceva: "É l'uomo di tutte le donne e la femina de tutti gli uomini". 
              Com il cristianesimo, l'omosessualità é stata  perseguitata ma non si è mai spenta; i focolai che l'hanno regolarmente alimentata erano del  resto, in prevalenza, le corti papali e cardinalizie, i conventi e i collegi. Nell'800 è ritornata alla luce sostenuta specialmente dai maggiori artisti francesi e inglesi. 

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domingo, 10 de outubro de 2021

LA PREDISPOSIZIONE SESSUALI

 


            La donna ha un'ossatura minuta nella quale la ristretteza delle spale piuttosto nella quale la ristrettezza delle spale piuttosto spioventi è accompagnata da un proporzionale allargamento del bacino. Inoltre, le ossa delle braccia sono leggermente rientranti alla giuntura del gomito e, non di radom, quelle gambe all'altezza del ginocchio. Piedi e mani sono piccoli e di form allungata. Le dita sono affusolate e le unghie  strette.  

         La relativa debolezza della musculatura e il marcato sviluppo dei tessuti adiposi completano la sintesi dell'apetto femminile. A parte le mammele, la donna ha infatti depositi digrasso non riscontrabili nell'uomo: quelli dei  fianchi, dei glutei, del ventre e delle cosce che la inducono a camminare ancheggiando; quelli che rivestono le vertebre sacrali e l'attaccatura fra dorso e collo; quelli dell'addome e della regione mammaria. esclusivamente femminile è infine la predisposizione alla cellulite che rende ancora più pronunciate le rotondità quando à incipiente, tendendo poi a provocare deformazioni che culminano nella steatopigia. 

          Nell'uomo, l'ossatrura è robusta: le spalle sono larghe e squadrate e il torace è amplo e si allunga a forma di tronco di cono collegandosi a un bacino stretto e corto. La braccia sono diritte mentre le gambe tendono a divaricarsi verso l'esterno all'altezza dei ginocchi o delle tible. Le mani sono forti e le dita hanno polpastrelli squadrati e unghie larghe. La muscolatura è robusta e influenzata dalle attività lavorative e sportive che determinano sproporzioni anche ri levanti, non indicative dal punto di vista sessuologico. Esplicativa e a lungo è invece la distribuzione dei tessuti adiposi che, pur variando anch'essi secondo le attività del soggetto, vel maschio maturo non devono corrispondere a quelli femminili. La presenza di cuscinetti adiposi localizzati in senso femminile, non depone a favore della virilià dell'uomo. L'unico punto in cui esso ha un deposito di prasso più spesso di quello della donna è sulla nuca, sopra le prime vertebre cervicali. Indicativa sarebbe la quantità del tessuto adiposo alla radice delle braccia e delle gambe: la virilità sarebbe tanto maggiore quanto più il secondo è sottile rispetto al primo. 

           La epidermide e pelositá em la cute della donna è più sottile e i peli fini e radi. Più fini sono di solito anche i capelli e i peli ascellari femminili: i primi meglio delimitati che nell'uomo tanto sulla fronte che sulle tempie, crescono più rapitamente e si rigerano con facilità. Salvo rare accezioni, le donnesono refrattarie alla calvizie como dei resto gli eunuchi. 

          I peli ascellari hanno significato sessuologico: se sono robusti, abbondanti, lunghi e arricciati denunciano un temperamento erotico vivace. La donna è priva di pelo addominali e dorsali mentre quelli delle braccia e delle gambe sono più lievi e sparsi. La pelosità maschile sugli arti e sul tronco non è sicuramente proporzionale alla virilità como molti credono ma è anche una prerogativa razziale: alcune razze di pelle chiara o scura ne sono quasi prive nonnostante gli uomini siano virilissimi. Considerando i soggetti della medesima razza, tuttavia, si púò riconoscere che un nesso tra pelosità e virilità è effettivo. 

         Nella regione del bacino, la donna manca solitamente di peli sulle cosce verso l'inghine e sul ventre; pochi o assenti anche attorno all'orifizio anale. Per quanto riguarda i peli pubici, quando nella parte centrale risalgono verso l'lombelico, costituiscono un segno di mascolinizzazione che, in ogni caso non à mai isolato e neppuere il più palese. 

            Nell'uomo, invewnce, i peli pubici iniziano sulle cosce sotto l'inguine, circondano il pene e l'attaccatura dello scroto continuando in basso più o meno folti fino all'ano e in alto verso l'ombbelico. Una particolare consistenza della losanga ascendente è indizio di accentuata mascolinità specialmente se essa si congiunge con la pelosità addominale. 

           Le ammelle tra i caretteri sessuali secondari, le due ghiandole sono nella donna il più saliente dal punto  di vista estetico e fisioogico dato il ruolo vitale che svolgono nella maternità. Anche l'uomo ne è fornito ma nonostante siano, in scala, uguali a quelli femminili, nell'uomo sono organi considerati inattivi: salvo in casi patologici, hanno piccole dimensioni, sono prive di rilievo e sorvente circondate da peli. 

           Sviluppo e consistenza delle mammele femminili, variano secondo il soggestto e l'età, durante il ciclo ovarico, la gravidanza, l'allttamento, ein dependenza di altri fattori normalmente ormonali ma tavolta di origine sconosciuta. L'aumento di volume più spettacolarmente segue il parto, quando inizia la secrezione lattea. 

               L'epidermide mammaria è assai più delicata di quella cirsostante e non di rado lascia trasparire il reticolo delle vene. Al contro della mammella si erge una formazione di colore scuro, il capezzolo, circondata da una zona tondeggiante ricca di rilievi  e di colore un poco più lieve donominata "areola ammmaria". Il capezzolo contiene 10-20 minuscule aperture che gli conferiscono una caratteristica rugosità, nelle quali soccano i "dotti lattiferi". Questi canali derivano da altrettante specie di ampolle che si formano quanto inizia la produzione del latte al cui immagazzinamento sono destinate; dale ampolle partono a loro volta dei condotti secondari che vanno ad attingere elle ghiandole destinate alla secrezione lattea denominate "lobuli". Tra i lobuli si inserisce il tessuto adiposo che li riveste anche esternamente. 

            Le mammele in funzione erótica. La epiderme ha la massima sottigliezza oresso l'areola alla quale fanno capo fasci di fibre elastiche e musculari che formano il "muscolo areomamilare". Contraendossi sotto stimoli sessuali opure al momento dell'allattamento,  tale muscolo provoca l'erezione del capezzolo. Dal lato eotico, è sensibile in ogni sua parte date le connessioni nervose con l'apparato genitale. La più lieve  carezza fa reagire il capezzolo che grazie anche al corpuscoli sensitivi di cui è dotato, si inturgidisce. Insistendo o, meglio, praticando la suzione, molte donne vengono portate a livelli di tensione erotica elevati e perfino all'orgasmo. Il fenomeno può verificarsi anche durante l'allattamento facendo insorgere nelle madri più apprensive un ingiusto senso di colpa; gli specialisti consigliano di considerarlo un fatto naturale al quale non dare peso.

         Molte donne  hanno più di due mammelle. La mammmelle sono soggette a disturbi di vario genere al pari tutte le altre ghiandole. Uno di questi è l'eccessivo sviluppo che, quando è precoce, è dovuto a disfunzioni delle ovaie e si cura agevolmente. Negli altri casi, che possono coinvolgere anche un solo organo, è talvaolta arduo risalire elle cause e coltanto un intervento chirurgico riesce a riportare il volume alla normalità. 

            Tra le anomalie congenite sono rare l'essenza di areola o di capezzolo ma è curioso constatare quanto sia difusa e nel contempo poco nota la presenza di capezzoli e mammelle in soprannumero. Secondo autorevoli fonti, almeno una donna su cento ha di due capezzoli o più di due mammelle: i capezzoli supplementtari sono situati, di solto, alcuni centimetri sotto queli normali, verso l'interno del petrto, e sono privi di tessuto mammario oppure questo à scarso. Quelli posti verso l'esterno e perfino sotto le ascelle, fanno parte de vere a proprie mammelle abbastanza sviluppate che seguono l'andamento degli organi principali anche nel corso dell'allattamento. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, tal casi non presentano pericoli per la salute e vanno considerati delle eccezioni. Gli scienziati li collocano nel contesto di studi che si riallacciano all'evoluzione della specie e per questo vengono definite "anomalie reversive"

Nicéas Romeo Zanchett 

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sábado, 11 de setembro de 2021

CARATTERISI SESSUALE SECONDARI FEMMINILI E MASCHILE

 


          Mente i caratteri sessuli primari differenziano  la femina dal maschio fino dalla nascita, quelli secondari compaiono durante la crescita manifestandosi pienamente con la pubertà. Morbidezza di forme, pelle sottile e delicata, pelositá  lieve e poco estesa, assenza di barba e baffi, refrattarietà alla calvizie ma predisposizione alla cellulite, voce acuta, grande svippu delle mammele, sono altrettante prerogative femminili; quele maschili sono esattamente opposte. 
            Pototipi in linea abssoluta della femminilità e mascolinità perfettew non sono descrivibile. Ci soffermeremo, perciò soltanto sulle carateristiche secondarie generali che chinque può controllare e su quelle accessibili nell'intimità. 
            La loro osservazione sistematica assume una notevole importanza perché permette ai singo li di ambedue i sessi di valutare vicendovolmente e con discreta approssimazione, il rispettivi temperamenti erotici. Siccome dall'aspetto fisico i sessuologi riescono a classificare i lo clienti e aovente a individuarne inclinazioni, carenze o dispurbi prima ancora di ascolarli, e dal momento che i rapporti sessuali sono tanto più armoniosi quanto maggiori sono le affinità tra masdchio e femmina, sarebe errato non mettere il minimo impegno nello sviluppare tale facoltà. La nostra descrizione si limita alla pura analisi delle principali differenze nei caratteri sessuali secondari, formendo comunque elementi che il lettore attento può già utilizzare anche se pluttostato sommariamente, rimandando ale opere specializzate coloro che intendessero approfondire l'appassionante argomento. 

Nicéas Romeo Zanchett 
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L'arte di Romeo 






quinta-feira, 9 de setembro de 2021

NORME DI COMPORTAMENTO DURANTE IL MESTRUO

 


         Salvo complicazione minori, durante il flusso messtruale la donna non necessità di particolare cure, fatta  eccezione per il riposo. Questa "medicina" è salutre perché durante il fenomeno l'apparato genitale feminile comple uso sforzo che si repercute sull'intero organismo manifestandosi, tra l'altro, con un aumento della pressione arteriosa e delle pulsazioni e con una minore attività del fegato e di altri organi.
           Tra le norme di comportamento generali, le più importanti sono la sospensione delle cure termali e della Marconiterapia, del'assunzione di farmaci con particolare riguardo per queli coagulati, per i purganti energici, i preparati ormonale o a base di ferro, di calcio e arsenico. Deve assere inoltre regolata la funzione intestinale mentre non vi sono controindicazioni per la nutrizione che - in forza delle più disparate false  credenza viene spontaneamente privata di elementi preziosi quali la frutta e le insalate -, ma è consigliabile limitare il vino, la birra e le altre bevande alcooliche. 
           Le false credenze toccano enche l'abbigliamento: guai alla dona che cambia indumenti intimi durante il flusso. In realtà é il contrario per cui si consiglia pulizia non solo nella persona ma anche nella biancheria. 
              Contrariamente a quanto si crede, possono continuare a fare il bagno o la doccia - eventualmente più brevi del solito - le donne che ne hanno fatto una pratica quotidiana. Per le altre conviene attendere la fine del flusso: in caso contrario potrebbe verificarsi un suo brusco arresto. Molta moderazione è consigliata anche per le cure dei capelli. 
            L'igiene locale comporta l'1uso di pannolini assorbenti, di gran lunga preferibili ai tamponi ai quali - pur convenendo che evitano alcuni inconvenienti - è meglio ricorrere solo in caso  di viaggi, di attività sportive o professionali che richiedono sioltezza. Non è consigliabile fare risparmi di pannolini: si cambio, secondo le circostanze, più volte al giorno, dopo avere accuratamente lavato i genitali esterni. Le medicazioni e le lande  vaginale vanno sospere. 
             Nonostante il riposo giovi, le attivià normali non devono essere trascurate se non sono pesanti. É anzi raccomandata una lieve ginnastica giornaliera al fine di attivare la circolazione che , per riflesso, riduce la tensione dell'addone e quella generale. La ginnastica più indicata consiste in semplici torsioni del tronco e di flessioni in avanti fino a tocare con le mani i piedi opposti, senza piegare le ginocchia. 
              L'igienne intima della donna sono più elementare, e il  lavaggio dei genitali esterni con accua tiepida e sapone neutro dopo ogni minzione o evacuazione dell'intestino. Si eliminano cosi anche le secrezioni vaginali che eventualmente ristagnassero e lo smegma che si forma nella zona del clitoride. 
              Per quanto concerne l'igiene interna, nei periodi in cui non svolge attività sessuale la dona non ha bisogno di nulla in quanto la flora batterica della vagina mantiene nell'organo condizioni ideali: interferire sul suo equilibrio con lavade serebbe controproducente. Le irrigazioni risultano infanti non soltanto inutili ma rischiano  di promuovere stati infiamatori. 
                  Per le donne che hanno un'attività  sessuale regolare, sono indicate 1-2 irrigazzioni vaginali alla settimana, da praticare con uno degli appositi apparecchi (irrigatoti con cannula a doppa corrrente) in commercio e usado i prodotti specifici in vendita presso le farmacie. Si eviti di adottare le soluzioni casalinghe a base di bicarbonato, permanganato, allume o altri prodotti chimici usati nel passato, perché i farmaci sono studiati espressamente allo scopo e danno in massime garanzie di innocuità. 
            É preferibile aseguire le irrorazioni al matino, dilluendo i farmaci in acqua tiepida secondo le esatte istruzioni delle case produttrici. La posizione migliore è quella distesa con gambe e coscile fiesse e divaricate. La cannula dell'apparecchio deve assere posta sulia parete posteriore della commessura vulvare ed è dene che il getto sia moderato. 
           Pregiudizi sulla mestruazione e igiene nei giorni del flisso. Pur assendo la mestruazione un fenomeno naturale, è sempre stata circondata da un alone di sospetto di remota origine per cui, durante il periodo meno facile del ciclo ovarico, quando avrebbero avulto bisogno di maggiore comprensione, nei tempi biblici le donne si vedevano chiuse le porte dei templi in quanto "immonde".  É famosa l'asserzione di plinio, secondo la quale i fiori toccati delle durante il flusso appassirebbero: prendendo in esame le eventuali cause, alcuni scienziati hanno ritenuto di ascriverle alla transpirazione di una particolare tossina, ma altri dissentono. 
 

          La convinzione errata che il sangue mestruale sia impuro, dovuta in parte anche alla differenza di colore con quelo normale, non è del tutto cancellata. A parte i pregiudizi  ed esclusivamente  a fini preventivi, conviene asternersi - nel limite del possibile - da rapporti sessuali durante la mestruazione. La regola non è imperativa  ed è motivata dalla maggiore possibilità  di attecchimento negli organi interni di microorganismi portatori di infiamazioni, e della riaccensione di focolai morbosi. 
            Dal momento che il flusso mestruale è detergente, non è il caso di praticare irrigazioni. 

Nicéas Romeo Zanchett 
L'arte di Romeo 
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sábado, 4 de setembro de 2021

IL PENE - L'APPARATO GENITALE MASCHILE


Sezione schematica mediana del bacino maschile con l'apparato urogenitale e gli organi circostanti. 
Le parte edipose sono contrastante dal giallo e i muscoli del rosso. 

         Gli organo genitali esterni dell'uomo, meno delicati ma nel contempo di quelli femminili, comprendono il pene noto anche come fallo (dal latino phallus) o membro virile, e lo scroto contenente i testicoli. 
            Gli organi interni, a parte i testicoli, sono: il canale uretrale, le ghiandole di Cowper, la postata, le vescicole seminali e le via spermartiche (condotto deferente, cordone supermatico ecc.) Una solida muscolatura fascia esternamente gli organi pelvici e riveste la base del pene e il testicoli, circondando l'ano e congiungendosi con quela dei glutei. 
              Destinato al coito e quindi centro dell'erotismo maschile, il pene è constituito da due lunghi "corpi cavernosi" di forma cilindrica, divaricati alla "radice" dove sono fissati al pube da un,appendice detta "crura". Su di essi è appoggiato un elemento di uguale natura  ma atraversato dal canale uretrale, e con due rigonfiamenti alle estremita: quelo inferiore, detto "bulbo uretrale",è collocato fra lo scroto e l'ano; quelo superiore è il "glande" al quale confluiscono gli altri due corpi cavernosi. Nel punto di congiunzione questi si restringono dando luogo al "collo del pene" dal quale sporge la "corona del glande, solcata nella parte esterna da un'incisione: qui é alloggiato il "frenulo del prepuzio", un segmento fibroso molto elastico.  


           Il glande è la parte più sensible dell'organoperché sede di terminazione nervose che fanno capo a una miriade di "corcuscoli sensitive " addensati nella parte esterna e nel collo. Tali terminazioni nervose corrispondono a quelle del grande del clitoride, per cui alla maggior parte degli uomini basta una lieve sollescitazione locale per giungere all'erezione. 
             I corpi cavernosi sono contenuti in un involucro chiamato "tunica albuginea", e non sono isolati: li pongono in comunicazione numerose fessure situate nel tratto centrale. 
              Esternamente, il pene é rivestito di un'epidermide che ha eccezionali possibilitá di adattamento e di scorrimento sul suo corpo. Essa forma sul glande il prepuzio, che in alto si apre  in corrispondenza dell'orifizio dell'uretra. Il prepuzio dovrebbe scorrere con relativa facilità scoprendo interamente il grande, ma abbastanza spesso la sua apertura è tropo esigua perché ciò avvenga in fase di erezione. Ne derivano complicazioni secondarie che rendono doloroso o inattuabile il coito ma che in genere si risolvono con l'uso dell'organo nelle esperienze masturbatorie durante le quali è raccomandabile di esporlo a maggiori dilatazioni con lenta progressione. Quando neppure la masturbazione serve allo scopo, sarebbe opportuno sottoporsi a un intervento chirúrgico di lievissima entità. 
              Tra il prepuzio e il glande, ai lati del frenulo, si trovano due minuscule ghiandole che, assiemead altre, secernono una sostanza caseosa detta "smegma", simile a quela che nella dona si rinviene tra il glande del clitoride e il suo prepuzio. Dato che favorisce le irritazione, è opportuno prevenirne il deposito con il lavaggio.  La circoncisione, oggi sempre più diffusa nel mondo, elimina comunque per sempre l'inconveniente. Sono molto praticata per israeliti ma è prevedibile e auspicabile che divenga più popolare. 
              L'erezione è la fondamentale caratteristica del pene che da una lunguhezza media di 8 - 10 cm e da una circonferenza di 7-9 cm., si gonfia, progrtessivamente irrigidensodi, per raggiungere  14-17 cm. di lunghezza e 11-12 cm di circonferenza. 
            Il fenomeno si verifica quando, in seguito a stimolazione nervosa, le arterie si dilatano gradualmente richiamando nell'organo una crescente quantità di sangue. Tramite una serie di piccolissime arterie a forma di spirale e quindi notevolmente allunggabili, il ssangue viene spinto nelle cavità del corpi cavernosi riempiendoli. 
             Anche qui la funzione delle terminazioni nervose è decisiva: siccome il meccanismo è controllato dal sistema nervoso, é che nonostante si tratti della più naturali reazione maschile agli stimoli sessuali, su di esso si ripercuotono i più disparati fattori psichici ede emotivi, dallo stato d'animo del momento a quelli che hano radice negli strati più profondi della psiche.
               Il ritorno allo stado sembra seguire il procedimento inverso. Obbedendo agli stimolinervosi successivi alla eiaculazione, le piccole arterie a spirale subiscono una rapida contrazione che si propaga a quele principali, mentre il sangue refluisced dalle cavità dei corpi cavernoosi nelle vene. I corpi cavernosi si svuolato e l'organo si affloscia. 
                Esistono una convinzione errate e pregiudizi sul pene. In ambedue i sessu sono radicate nei confronti del pene convinzione che alla luce dei più studi ed esperimenti si sono rivelate errate o infondate. 
            La più diffusa è quela secondo la quale le dimensione del pene serebbero proporzionali  alla statura e alla prestanza fisica. Poiché lo sviluppo degli organi sessuali dipende dall'erogazione di determinati ormoni, che varia da individuo a individuo intependentemente da quella che regola lo sviluppo dell'ossatura e della muscolatura, una correlazione in pratica non sussiste. Cosi, uomini di piccola o media statura predispone tavolta un pene eccezionale e uomini di statura imponente um pene minuscolo. Il contrario è assai meno frequente. É comunque ormai assodato che i fali di più voluminosi sono da ricercarsi tra gli uomini di statura media o medo-bassa e di corporatura normale e, in partticolare, tra quelli che fino da giovane età hanno svolto una regolare o intensa attività sessuale. Anche le valutazioni basate sulla forma del naso sono infondale in linea di massina, nonostante gli uomini con naso sottile e corto siano spesso effettivamente poco dotati. 
              Si è invence concordi circa le differenze dovute a fatto razziali. I negre sono i più dotati seguitidagli arabi, dagli indiani e dalle popolazioni eu rope del bacino mediterraneo. Ultime sembrano i popoli di razza gialla presso i quali è notorio il ricorso a svariati espedienti per aumentare artificialmente il diametro del pene al momento del coito, primo fra tutti l'apposizione di aneli di legno o di giada, oppure per accrescerne la fizione nela vagina (applicazione di ciglia di bue). 
             Inesatto à anche il concetto che un pene più grande di un altro in riposo debba forzatamente asserlo anche in erezione. Buona parte della differenza iniziale viene spesso annulata perche gli organi piccolo allo stato flaccido (7-9 cm di lunghezza si dilatano in  genere più di queli grandi (10-12 cm): i primi giungono perfino a raddoppiare mentre i secondi crescono  di solito di 5-7 cm. Naturalmente, quando le differenze iniziali sono cospicue, pur attenuandosi permangono in una certa misura. 
                 Ultima, ma non meno diffusa, è la credenza che le dimensione del pene eretto corrispondono all'efficienza del maschio nell'attività amorosa. In effeti, tra le due cose non esiste rapporto perché, più che essere dovuta a doti naturali, la efficienza viene acquiisita attraverso una buona educazione sessuale seguida da una pratica iniziale costruttiva, e poi da un'attività abbastanza intensa e libera da pregiudizi e inibizioni. 
            Per quanto riguarda l'efficienza, gli uomini con falli più grandi della media, non si distinguno neppure per prontezza di erezione o per durata del coito. Inoltre, sono soggeti, como gli altri, a deficienze quali la comunissima aiaculazione precoce e i vari gradi di impotenza di origine psichica o locale che, come vedramo, in molti casi sono superabili mediante opporuni accorgimenti. 
                  Infine, dato che l'allungamento della vagina durante l'ativià erotica É piuttosto limitato, la penetrazione da parte di un pene troppo lungo rischia di provocare dolore e traumi. Il pene di diametro superiore al normale concorre invece ad aumentare le sensazioni voluttuose della dona perché distende maggiormente i mucoli del'introito vaginale, ma questo non è un fatore di particulare rilevo tanto più che chiungue è in grado di sostituirlo com un'avveduta tecnica. 


             Lo scroto é un saco cutaneo che contiene i testicoli e le prime vie spermatiche, e ha forma e dimensioni variabili da uomo a uomo  e a seconda delle circonstanze Di norma la metà sinistra è più sviluppata. Contrariamente al pene, É più voluminoso e appariscente in riposo o all'inizio dell' eccitamento sessuale; rimpicciolisce quando la tunica muscolare si contrae in fase di eccitamento avanzato, per il fredo o per reazioni nervose di varia natura. Dal punto di vista scientifico, è di preminente interesse la reazione alle variazioni di temperatura dovute alla necessità di limitare al massimo le oscilazioni termiche nell'interno del testicoli, e queste allo scopo di proteggere i tenomeni biologici che in essi hanno luogo. 
              La pelle è disseminata di radi peli, è scura, elastica e più o meno rugosa: la rugosità é un certo senso indice dell buon funzionamento dei testicoli. 
               Dal punto di vista dlle reazioni sessuali, lo scroto è una delle parti più sensibili alle lievi sollecitazione del epidermiche che trovano pronta risposta nell'erezione del pene e possono trascinare all"orgasmo i giovanissimi, gli adulti ipersensibile e i soggetti in precedenza già fortemente eccitati. 
          Organi interni - il testicoli sono due ghiandole destinate alla secreziuone del testosterone e alla produzione degli spermatozoi. 
            Situate nel fondo dello scroto, sono lunghe in media 4 cm e hano un diametro di 2,5 cm nell'adulto. Esternamente sono rivestite di una robusta membrana fibrosa detta "tunica albuginea" mentre l'interno è constituito da centinaia di compartimenti detti "lobuli", ciscuno dei quali ospita da uno a sei sottilissimi condotidenominati "tubi seminiferi". Questi formano tortuosi avvolgimenti che se venissero distesi misurerebbero da 30 a 60 cm di lunghezza.
              Le vie spermatiche sono constituite dagli organi interni preposti alla fuoruscita dello sperma in concomitanza con l'orgasmo: epididimo, condoto deferente, vescicole seminali e condotti elaculatori. 
             Epididimo sono lungo circa de 5 cm e largo da 5 a 15 mm, aderisce alla parete posteriore del testicolo sulla quale èw disposto "come il cimiero sull'elmo".  Gli spermatozoi  maturi provenienti dal testicolo, sfociano in un canale evvolto in un denso tessuto connettivo chiamato "canale dell'epididimo" lungo fino a 20 metri e largo alcuni decimi di millimetro, che con andamento estremamente tortuoso riempie il corpo dell'orgasmo. caratteristica à la sua fodera interna, composta da cellule che secernono sostare nutritivo per gli spermatozoi e da cellule fornite di ciglia vibratili il cui movimento li sospinge verso le vie spermatiche superiori.
              Condotto defertente é la continuazione del "canale dell'epididimo" ma le sue cellule sono prive di ciglia. Misura 35-45 cm, ha un diametro crescente che tocca i 3 millimetri, e dopo assersi congiunto con quello proveniente dall'altro testicolo, sbocca in un'ampolla vicina alla prostata e alle "vescicole seminali". 
              Vescicole seminale sono due tubi a fondo cieco situati tra la vescica e l'intestino retto, che distesi misuranom 10-13 cm di lunghezza. Finiscono in un canale che si fonde con la parete terminale del condotto deferente dando luogo al "Condotto eiaculatorio" che penetra nella prostata. 
              Il nome potrebbe far pensare che si tratti del deposito degli spermatoozoi como qualcuno credeva in passato, ma, nonostante la loro funzione non sia chiara, sembra che si limitino a secernere un liquido vischioso la cui abbondanza giustifica l'alto contenuto di zucchero dello sperma. L'abituale presenza di un certo numero di spermatozoi pare dovuta al fatto che essi sbagliano strada con una certa facilitá, penetrandovi invence di dirigersi verso la prostata durante l'ejaculazione. 
             La secrezione è operata dalle cellule dele pareti interne delle cescicole, che sono cosparse di innumerevoli alveoli. Il liquido prodotto colma l'intero volume dell'orgasmo e viene espulso verso la fine dell'elaculazione, dalle contrazioni dei muscoli che lo avvolgono. 
             L'attività delle vescicole seminali, como quella della prostata, è posta sotto il controllo del sistema nervoso parasimpatico ma dipende direttamente da quella dei testicoli. Al pari dell'attività della prostata, essa cessa infatti nei soggetti sottoposti a castrazione e in quelli i cui testicoli si sono atrofizzati. 

         Le condotti eiaculatori  constano di due brevi canali che dal punto di confluenza dei condotti deferenti con la vescicola seminale raggiungono la prostata, l'attaversano raccogliendo la sua secrezione che si agginge allo sperma, e svoccano nel canale uretrale. 
           Ghiandole di Cowper sono due, tondeggianti e piatte come nella donna le ghiandole di Bartolino. Hano un diametro poco superiore ai 5 mm e sono situate presso il bulbo uretrale. Secernono un liquido denso e di colore opalino che una forte muscolatura, contraendosi al momento della eiaculazione, tramite appositi condotti avvia nel'uretra, dove sdi unisce allo sperma como ultimo componente. 
                Prostata é una grossa ghiandola, divisa in thre lobi, atravessata dal canale uretrale, e separata dalla parete dell'intestino retto da un robusto tessuto che tuttavia non ne impedisce la stimolazione dell'esterno. Questa ultima circostanza,unita alla possibilità di stimolare attraverso il retto le vescicole seminali e all fatto che i muscoli perianali sono stretamente collegati con il pene, secondo alcuni studiosi non è estranea all'insorgenza di determinate deviazioni sessuali e in particolare di alcune forme complicate de onanismo e dell'inversione. 
                L'importanza della prostata dal punto di vista  esclusivamente sessuale è sottolineata dal fatto che è inesistente nei castrati e poco sviluppata prima della pubertà quando, in ogni caso, pare sia inattiva o quasi, Nei schio adulto è invence instancabile e la sua secrezione è proporzionata alla potenza sessuale: dal momento che serve al mantenimento e all'attivazione degli spermatozoi, la produzione si adegua automaticamente al loro numero. Da recenti studi è emerso che gli uomini sessualmente meno forti hano una secrezione di liquido prostatico fino a quatrro volte  minore di quelli al colmo della potenza virile. 
              La secrezione prostatica costituisce la maggior parte dello sperma, ed à avviata nel canale uretrale attraverso numerosi piccoli orifizi. Contiene proteine, colesterolo e varie altre sostanze inluisi alcuni enzimi: tra questi ultimi, la fibrinolisina mantiene liquido il seme eiaculato che ha una spiccata tendenza a coagulare, conservando in vita gli spermatozoi che con la coagulazione morirebbero. 
            Organo eccezionalmente delicato, la prostata è soggeta a numerose infezioni qualche volta ribelli alla terapia. Poiché circonda il canale uretrale, il suo ingrossamento - da attibuirsi in prevalenza a infezioni o tumori - rende l'eliminazione dell'urina difficile e giunge a impedirla. 
             L'o Canale Uretrale collega la vescica con l'orifizio posto all'estemita del glande e consente la furuscita dell'urina e dello sperma sotto il controllo di apposite valvole (sfintere inferiore e superiore, situati rispettivamente sotto la prostata e sotto la vescica). 
             La superficie interna dell'uretra è una mucosa; nel tratto che attraversa il pene vi si affacciano delle ghiandole allineate chiamate "ghiandole di Littré " che producono muco in continuitá. Tale muco si versa in minuscoli serbatoi detti "lacune di Morgagni" dal quali esce grandualmente, mantenendo il canale lubrificato. 
              Ala mucosa à sovrapposta una fascia di muscoli che contraendosi nela porz\ione più al ta (sfintere striato) al momento della eiaculazione, provocano la fuoruscita, dalle ghiandole di Cowper, della secrezione che vi è accumulata. La contrazione volontaria dello stesso muscolo può bloccare il flusso dell'urina: è sempre dolorosa e danosa. Ancora più dannoso, e da evitare  in maniera assoluta, è il piegamento del pene eretto in avanti, praticato tavolta per ritardare dresticamente quandoessa appare ormai inevitabile. Oltre le sicure consequenze psichiche negative, l'inopportuno intervento può casare infiammazoni all'uretra. 

Nicéas Romeo Zanchett 
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L'APPARATO GENITALE FEMMINILE

 


         Gli apparati genitali femminile e maschile, il cui fine è mantenimento della specie attraverso la procreazione, sono constituíti da organi esterni e interni. Tutti partecipano diretamente o indiretamente a tale scopo: alcuno suniscono notevoli modificazioni durante l'eccitamento sessuale o in concomitanza con le massine sensazioni di piacere (orgasmo); altri rimangono più o meno indifferenti. I primi sono i più sensibili elle stimolazioni erotiche e dano origene allo stato di tensione voluttuosa che prelude al coito. 
             La formazioni anatomiche esterne della dona sono riunite nella vulva, definita anche "pudendo muliebre". Quele interne comprendono: vagina, utero, tube interne e ovale. 
              É l'orgasmo che reagisce maggiormente nella fase iniziale del rapporto sessuale, favorendo nella donna le condizioni psiquiche ideali per l'accoppiamento e, localmente, predispónendo la vagina ad accogliere l'organo maschile. Comprende il Monte di Venere, le grandi labra, le piccole labra, le ghiandole di Bartolino, il clitoride e il vestibolo della vagina. 
                La parte più esternaè il Monte di Venere, accumulo di tessuto adiposo posto sopra le ossa pubiche, ricoperto di peli ricciuti nettamente delimitati verso l'altoin modo da assumere la tipica disposizione a triangolo copovolto. 
          Grandi labbre sono due pieghe cutanee che vanno dall'estremità inferiore del Monte di Venere verso l'ano ; a gambe ravvicinate combaciano proteggendo le delicate struture sottostanti. In alto sono unite mentre nell'estremità opposta possano anche assere disgiunte; in questo caso terminano assittigliadosi. La cute della faccia esterna è di colore scuro e rivestita di peli: procedendo all'interno, la pelosità diminuisce fino a cessare e la cute diviene progressivamente più sottile e rosea. 
         Stimolatye, le grandi labbra delle done che non hanno mai partorito (nullipare), si sollevano lievemente. Crescendo la tensione sessuale si inturgimento e tendono a scoprire l'orifizio della vagina. Dopo l'orgasmo, ritornano allo stato normale ma, in caso di insoddisfazione, rimangano turgide anche per ore indipendentemente  dalla persistenza dello stimolo sessuale. Nelle donne che hanno già avuto figli (pluripare), le reazioni sono tanto meno importanti quanti più sono stati i parti: turgore e spostamente divengono minimi. 
         La piccole labbra sono situate immediatamente sotto le grandi labbra, delimitano il "vestibolo della vagina" e sono chiamate anche "ninfe". Constano di due pieghe cutanee delicatissime e rosee, sempre umide, sottili nella bassa e via più spesse verso l'alto: qui si uniscono dopo  avere circondato il clitoride del quale formano il prepuzio e il frenulo. L'interno è ricco di vasi sanguini e quindi i due organi sono suggfetti a rispondere notevolemente alle sollecitazioni erotiche di quasiasi tipo, anche soltanto cerebrali. Il loro diametro, infanti, può raddopiare3 e anche triplicare e la loro erezione è tale da facilitare il sollevamento delle grandi labbra.
            Le vestibolo della vagina é lo spazio di forma ovale delimitato dalle picole labbra, che comprende anteriormente lo sbocco dell'uretra - il canale che porta l'urina all'esterno - e, verso il centro, l'orifizio della vagina. 
            Nella parte altya, ospita internamente i "bulbi del vestibolo" che grazie al tessuto cavernoso di cui sono costituiti - um tessuto spugnoso che può riempirsi di sangue in pressione e perciò "gonfiare" -, subiscono un'erezione a seguito di adequato stimolo sessuale e, nella parte bassa, le ghiandole di Bartolino. I primi cingono la vagina con un anello estremamente robusto e altrettanto elastico: esso consente  all'organo di accettare con facilità un pene di diametro perfino eccezionale purché, naturalmente, i muscoli siano stati sottoposti a un certo allenamento. L'adattabilitá della vagina è cosi più acentuata nelle donne che svolgono una regolare o intensa atività sessuale e specialmente nelle pluripare. Una dilatazione dell'anello maggiore di quella "normale", acuisce in genere le sensazioni voluttuose se ciò non comporta dolore. 
          Ghiandole di Bartolino si tratta di due grosse ghiandole appiattite che si trovano sotto la metà posteriore delle piccole labra, e hanno preso nome dallo scopritore, il medico danese Gasparino Bartholin. Sono collegate con la parete interna di ciascun labbro da un condotto che sbocca all'orifizio vaginale e, quando l'eccitamento sessuale ha raggiunto un buon livello, secernono un liquido vischioso e incolore: complessivamente  2-3 gocce nelle nullipare e, al massimo, 6-7 nelle pluripare. Tale liquido sgorga dai condotti  lubrificando in parte l'orifizio appena menzionato sia per rendere più agevole la penetrazione da parte del pene a sia per facilitarne lo scorrimento durante il raporto. 
               Il clitoride é probabilmente l'organo più sensibile dell'aparato genitale femminile, quello che risponde più prontamente alto stimolo erotico. I punti in comune con il pene sono molti. I due organi hanno la medesima origine. Esso reagisce con l'erezione e poi, se gli stimoli persistono, provocano lo scatenamento dell'orgasmo. 
               Il clitoride è saituato nella parte più alta della vulva, dove si congiungono le picole labbra, e vi fanno capo le parti terminali del nervo che riceve e trasmette le sensazioni voluttuose. Lo riveste l'ultima propaggine delle piccole labra denominata prepuzio, ed è composto dalla radice, dal corpo che corrisponde all'asta del pene e misura 2-3 cm. di lunghezza, e dal glande che, come quello mascile, ha forma relativamente conica  e un diametro variabile da soli 2 a 5 millimetri, con eccezioni di 10 mm. Esso si affaccia dal prepuzio, per cui è facilmente visibile. 
              All interno, l'organo è formato da corpi cavernosi ricoperti di una membrana: l'eccitamento  sessuale vi richiama una notevole quantità di sangue il cui accumulo porta all erezione del corpo e all'inturgidimento del glande. Tali modificazioni non sono comunque rilevanti, salvo in casi particolari, quando il volume giunge a raddoppiare. Il massimo grado sempra venga raggiunto dalle donne che hanno praticato a lungo la masturbazione. In esse, la risposta gli stimoli risulta anche più pronta e intensa e l'orgasmo sopravviene prima. Gli studiosi più evoluti, considerano semplicistiche le teorie del passato, sul ruolo del clitoride nell'atività sessuale femminile: concordano, comunque, sul fato che esso avvia l'eccitamento erotico e poi lo sostiene fino a quando l'epicentro non siè spostato nel profondo della vagina. Esso avreble insomma, la fuzione della fascina che avvia il fuoco. 


               L'orgasmo definito "clitorideo" è considerato meno intenso, meno soddisfacente, e soprattutto, meno rilassante di quelo vaginale. La distinzione esiste in linea assoluta, ma le reazioni fisiologiche sono identiche. Le preferenze, d'altra parte, variano da soggetto a soggetto: le donne che hanno maturato in pieno la propria femminillità trovano particolare soddisfazione nel raggiungimento dell'orgasmo vaginale. Le più giovani ripiegano spesso su quello clitorideo ma la maggioranza apprezza l'uno e l'altro. 
                  Interni della vagina é l'organo per cosi dire reppresentativo della sessualitá femminile e svolge molteplici compiti. Accoglie il pene e trattiene il liquido seminale maschile durante i raporti sessuali, entra a far parte del canale del parto e consente al sangue mestruale di defluire verso l'esterno. Consta di una cavitá "virtuale! in condizioni di riposo, che inizia a livello della velva e termina intorno al collo dell 'utero. Il termine "virtuale"  sta a indicare che le pareti sono a contatto.
              L'orifizio esterno è parzialmente sostituito da una piega della mucosa, sovente di forma circulare e tendente all'ovale, chiamata imene che, pur consentendo la fuoruscita del sangue mestruale e delle secrezioni vaginale, quando è intergro di regola chiude quasi totalmente l'orifizio estesso. Il diametro dell'aperturaè minore di 2 cm. ma talvolta l'imene è appena accennato, opure è taalmente elastico, da consentire uncauto rapporto sessuale completo senza che venga compromesso lo stato di verginità anbatomica. Esistono, al contrario, imene nom performati o tatalmente robusti da richiedere l'intervento del chirurgo. 
             Al primo coito, l'imene solitamente sdi lacera e con il parto si riduce a um certo numero di rilievi irregolari chiamati "caruncole mirtiformi". La deflorazione è tavolta traumtizante e incide negativamente, per um periodo di tempo più o meno lungo sulla sessualitá femminile, soprattutto a causa dell'impreparazione dell'uomo a compierla. L'evento è ancora di grande importanza: nonostante le nuove generazioni tendano a iminimizzarlo, rimare pere sempre impresso nella memoria della dona, condizionandola quando più essa è sensibile. 

            Dall'orifizio si accede all'introito della vagina, ricco di fasci muscolari capaci di contrazioni involontarie durante l'orgasmo. Tali contrazioni possono anche assere volontarie al fine di aumentarre le proprie sensazioni di piacere e avvicinarene l'acme,opure per accrescere quelle dell'uomo. La parte centrale del canale vaginale è costituita da un conduto leggermente curvo in alto, le cui pareti anteriore e posteriore vengono a contatto reciproco. Esse sono caratterizzate da una serie di rughe trassversali (fig. sopra) ricche di "corpuscoli sensitivi", che durante lo sofregamnento con il pene generano accitamento. Tali rugosità si riducono temporaneamente dopo l'orgasmo, sono tanto meno accentuate quanto pù la donna tende alla fridità, e si appiattiscono in età avanzata. 
             Nella porzione superiore, la parete anteriore della vagina si inserisce molto in basso sul collo  dell'utero dando luogo, al lati, a sacche chiamate "fornici".
               La capacità di dilatazione dell'organo sono sorprendenti. Una vagina di 2-2,5 cm di diametro e di 8 cm di lunghezza, in piena fase di ecitamento si allarga agevolmente fino a tre voltemente la lunghezza passa a 12-15 cm. 
              La parete vaginale è attraversata da gran numero di vene comunicanti con gli organi vicini; vi fanno capo inoltre, fibre nervoseche partecipano al mecanismo dell'orgasmo. Nella parte posteriore, l'orgasmo è fissato al reto, particolare di rilievo nell'erotismo femminile dato che il coito rettale non di  radoè gradito e tavolta viene sollecitato. 
L'arte di Romeo 

quinta-feira, 2 de setembro de 2021

LA VAGINA - IMENE - ORGANI INTERNI


Il principale tipi di imene.

Imene setto x imene subsetto

imene cribriforme x imene anulare

imene bilabiato x imine denticolato

imene semilunare x imene inciso (questo se con orifizio sufficientemente amppio de pemetere rapporti sussuali senza apparente deflorazione).

            É l'organo per cosi dire rapprezentativo della sessualità femminile e svolge molteplici compiti. Accoglie il pene e trattiene il liquido seminale maschile durante i rapporti sessuali, entra a far parte del canale del parto e consente al sangue mestruale di defluire verso l'esterno. Consta di una cavità "virtuale" in condizioni di riposo, che inizia a livello della vulva e termina intorno al collo dell'utero. Il termine "virtuale" sta a indicare che le pareti sono a contatto. 

                L'orifizio esterno è parcialmente sostituito da una piega della mucosa, srvente di forma circolare e tendente all'ovale, chiamada imene che, pur consentendo la fuoruscita del sangue mestruale e delle secrezioni vaginali, quando è integro di regola chiude quasi totalmente l'orifizio stesso. Il diametro dell'apertura è minore di 2 cm. ma tavolta l'imene è appena accennato, oppure é totalmente elastico, da consentire un cauto rapporto sessuale completo senza che venga compromesso lo stato di verginià anatomica. Esistono, al contrario, imene non performati o totalmente robusti da richiedere l'interventoi del chirurgo.
                Al primo coito, l1imene solitamente si lacera e con il parto si riduce a um certo numero di rilievi irregolari chiamati "caruncole mirtiformi". La deflorazione è talvolta traumatizzante e incide negativamente, per um periodo di tempo pui o meno lungo sulla sessualità femminile,sopratuto a causa dell'impreparazione dell'uomo a compierla. L'evento à ancora di grande importanza: nonostante le nuove generazioni tendano a minimizzarlo, rimane per sempre im presso nella memoria della donna, condizionandola quanto più é sensibile. 
               Im passato, l'uomo era portato per tradizione a dare accessivo valore sentimentale e morale alla verginità, ma all'atto pratico, nell'operare la deflorazione, si dimostrava spesso estremamente sprovveduto, agendo senza la necessaria delicatezza. Questa contraddizione va ricercata in un contes di contraddizioni globali caratteristiche di un certo tipo di cultura e nela mantalità che in parte ancora sopravvive pur stemperandosi nelle nuove forme di apertura che attraverso l'evoluzione intellettuale, si stanno affermando. 
                Si veririca anche il caso di ragazze che, traumatizzate dalla narrazione materna di episodi "cruenti" se non proprio brutali, giungono al momento di decidere di sé stesse impreparate e masl disposte per il bagaglio di inibizioni accumulato nel tempo.
                   Queste inibizioni sono a loro in conflitto con il clima erotico in atto, germogliato acunque per reazione al puritanesimo e alimentato artificiosamente, a fini speculativi, dai mezzi di difusione e da quelli pubblicitari. Na deriva non poca confusione speci8alemnte fra le ragazze che vivono negli ambienti meno evoluiti.  
                 La vera purezza non risiede nell'imene. Risalendo nella stopria, notiamo che la verginità  ha avuto um valore fluttuante e che presso alcuni popoli non è stata e non è un merito. Essa vorrebbe simboleggiare pureza: una "virtu" che non può tuttavia essere gartantita dalla semplice integrità dell'imene, come si trattasse di un marchio di qualitá, ma piuttosto da solide dotinorali. Per questo motivo, oggi si dovrebbe parlare di due forme di virginità: anatomica e psicologica o morale. 
               La prima poggia sullo stato dell'imene e, perciò più sull apparenza che sulla sostanza, ma rimane purtropo la più apprezzata. Come abbiamo visto, esistono tipi di imene che traggono in inganno in un senso o nell'altro tanto é vero che, notoriamente, alcune prostitute che lo hanno stretto ma elastico, recitano per anni la parte di vergini. Facilissima è del resto la riconposizione, mediante chirurgia plastica, di quel tanto che basta per ricurerare la verginità perduta. La richesta di simili interventi è sotevolmente diminuita in todo el mondo, sintomo questo de un'evoluzione positiva del costume. Sembra, comunque, che nelle regioni settentrionali della Penisola circa 30 done su 100 giungano al matrimonio  anaton=micamente vergini e in quele meridionali un numero anche maggiore. A questo punto il discorso si fa più complesso e gli specialisti si chiedonoquante delle donne che hanno resistito sono efettivamente vergini, cioé che non hanno avuto esperienze carnali equilaventi al rapporto completo (coito vulvare, anale ecc.). 
              La virginitá forzata sono isterismo. Gli stessi specialisti si chiedono ancora: vale di più umna donna responsabeile, non più vergine per avere voluto in piena coscisenza completare uno stato di affinamento emotivo profondo con il compagno, o una che conservi la vrginità solo per ipocrisia, e senza un fondamento ragionato? La risposta è semplice, eppure in alcune regioni i più logori pregiudizi sono soldamente radicati anche per motivi religiosi: la verginitá rimane per gli uomini una condizione formalmente essenziale e le donne sono costrette a difenderia pagando com la salute. 
             La rinuncia alla normale vita sessuale, quando se ne avverte il bisogno, degener col tempo nella nevrosi. A una certa età, alla donna non sposata si pone la scelta tra conservzione dello stato virginale e consequente isterismo dovuto a repressione degli istinti sessuali, e superamento cosciente e coraggioso dei pregiudizi. 
              La virginitá  potére ésere un peso. Non poche giuovani, aggredite dagli schemi contrastanti, finiscono col cercare soluzioni assude purché immediate, al fine di chiarire l'interrogativo sessuale imposto dalle circonstanze sotto una forma morbosa. Esse tentano cosi con determinazione di liberarsi della verginità che da esile realtà anatomica è divenuta un ostacolo e una preoccupazione, compiendo un errore che è esattamernte l'opposto di quello nel quale persistono le done che trascianano la vewrginità olte un limite ragionevole. Caduti i vechi pregiudizi sembrerebbe, dunque, che ne siano sorti dei nuovi. 
              La viua giusta è, come sempre, nell'equilibrio: quindi né disprezzo per la verginità e neppure cintura di castità ad oltranza; ma discernimento e conoscenza attraverso l'educazione sessuale. Psicologi e sessuologi analizzano ogni caso singolarmente date le infinite sfaccettature dell'animo umano ma, sotto il profilo generale, vedono nel problema una questione fontamentale di scelta al di fuori di ogni pregiudizio, anche se è una scelta condizionata, como tutte, dalla educazione e dall'ambiente. 

Nicéas Romeo Zanchett 
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L'arte di Romeo
 


IL SESSO COME INSTRUMENTO DI AFFERMAZIONE VIRILE.

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           Um simile atteggiamento ha riscontri nel mondo animale e trova la sua naturale collocazione in una società primitiva, con costumi aggresivi, nela quale masdchi e femmine apaiono come schieramenti contrapposti, consicché anche la loro unione si realizza in un'atmosferadi conquista e di lotta. Lo stesso como viassume un carattere di sopraffazione da parte del l'uomo e di difesa violenta da parte della donna. Tendenze di questo tipo sussistono, sotterrate nel'incosisto dagli imposti principi civilli de rispeto reciproco e, volte, riemergono in casi dimalattia psichica. La paura dell'altro, di un esserte cioè anatomicamente e fisiologicamente diverso, misterioso e imprevedibile, determina diffidenza e ostilitá, aspettative pessimistiche nei confronti dell'altro sessuale, che finisce coll'essere percebito spesso como uno scontro.  Non una necessità d'ordine psicologico, nè condizionamenti sociali e culturali giutificano oggi la persistente diffusione di un atteggiamento, che fa coincidere il senso dell'io conla virilità e la virilità con l'affermazione nei confronti dell'altro sesso. Gli episodi siciliani di "ratto", l'onta personale del tradimento e dell'abbandono con il consequente obbligo della vendeta, il-caractteristico repertorio del linguagio tra uomini, che traspone a livello verbale l'impostazione battagliera dell'approccio e della esperienza eterossessuale, costituiscono logora eredità di un comportamento, che non ha altra ragione di esistere, se non quella di alimentyarsi in un formalistico colletivo. É con ciò tuttavia assi difficile da sradicarso, in quanto si appoggia a una effettiva insicurenza dell'uomo, posto in stato di inferiorità gia nell'etra infantile da una netta dominanza materma. 

                Lo stabilizzarsi della relazione sessuale nel matrimonio non risolve i problemi maschili, per via della separazione, di interessi e di vita, che si protrae tra i coniugi, con una frequenza insospettabile al di là della patina progressista con cui si presenta il Paese.

               Al nord e al sud, in campagna como in città, moglie e marito organizzano in modo distinto il proprio lavoro ed il tempo libero: i mariti al bar, al campo sportivo con i propri colleghi e le moggli tra le amiche, insieme ai bambini. Il potere femminile, delimitato nello spazio, si diffonde nei confronti dei figli, fino a blocarne l'autonomia e la successiva maturazione. 

Nicéas Romeo Zanchett

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domingo, 9 de maio de 2021

VIETATO REPRIMERSI - Nicéas Romeo Zanchett

 


     Come nelle altre manifestazioni, nel preferire un tipo di stimolazione erotica a un altro, l'individuo esprime una sua precisa personalità .

         La testa è forse la parte del corpo umano nella quale esistono megiore differenze di sensibilità epidermica su una superficie ristreta. Le zone sono in comune ai due sessi. 

        Secondo alcune teorie, la zone erogene femminili, sonno a parte la sfera genitale e le mammelle, i punti focali della sensibilità epidermica si trovano nella parte posteriore del corpo.

       La zone erogena maschili sono concentrate nella parte anteriore del corpo. 

     La preferenza è di regola conseguente alla soddisfazione che ne ricava ma, a questo punto, l'incidenza mentale a livello consciente a incoscio, può creare nel tempo vere e proprie inclinazioni che rischiano di civenire esclusive. 

     La vanità di esibire le parti del corpo che ritenniamo più belle o eccitanti, ad esempio, fino a um determinato punto può accrescere le tendenze instintive e oltre quel punto deviarle. Una donna fiera delle proprie natiche o dei seni è logicamente portata a esporli all'attenzione del partner, mentre la stessa donna, se ha complessi di inferiorità nel confronti di altre zone, tende a nascondere e, automaticamente, a renderle meno disponibili. Per quanto riguarda la vista, la donna è di principio propensa a non rendere accessibile la vulva e la zona anale mentre l'uomo si limita all'ultima, tranne quando ha fondati motivi non essere orgoglioso del pene e de scroto. I tabù si concentrano tuttavia nella zona anale, considerata per educazione in senso dispregiativo, e constringono a reprimere desideri talvolta intensamente senti. 

     Col tempo, poiché la sensibilità si acuide nella misura in cui punto viene stimolato, può verificarsi il potenziamento in senso erotico di certe zone mentre quelle trroppo trascurate tendono ad assopirsi. La loro "rinuncia" è dovuta non di rado a mancanza di aplicazione mentale o addirittura al rifiuto, puro e semplice, di natura psichica, di una parte del nostro corpo verso la quale abbiamo dei complessi. 

     É quindi consigliabile, a coloro che desiderano avere una buona "apertura erotica" - ciò che significa trovarsi sempre a proprio agio con i partners prescelti - di esercitare tutte le estimolazione erotiche dalle quali ottengono sensazioni piacevoli. Oltre tutto, si erige cosi un baluardo contro l'instaurazione di qualsiasi complesso di inferiorità, insidiosa specialmente per coloro che, oltre avere subito il peso di una educazione repressiva, sono dotati di temperamento introverso. 

      Sessuologhi, erotologhi e medici sono d'accordo sull'utilità di abolire le differenze tra una zona e l'altra del corpo umano. Nell'intimità della coppia durante il rapporto sessuale, poi, le differenze sono fuori di luogo e perciò deleterie. Spogliandosi dei pregiudizi e del complessi e ponendosi quindi nella cindizione di poter valutare obiettivamente, è forse possibile stabilire una differenza sostanziale fra un classico bacio con il travaso di saliva che comporta, e all bacio del capezzolo, del clitoride e del glande del pene? 

Nicéas Romeo Zanchett

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COSA SI INTENDE PER "ZONE EROGENE" - Nicéas R. Zanchett

 


     Per zone erogenne, oltre agli organi genitali che sono sottoposti a eccitazione, diretta, si intendono quelle parti de corpo che procurano sensazioni di piacere se vengono stimolate, portanto per via indiretta all'eccitamento sessuale. 

     In  pratica, in un soggetto mentalmente predisposto, ogni del corpo ha reazioni di carattere sessuale in qulsiasi modo venga stimolata dal partner.  Vi sono, però, punti più sensibili comuni in genere a tutte le donne o a tutti gli uomini, che coincidono con le più fitte terminazioni nervose. 

     Nostante si riscontrino grandi affinità nella lacalizzazione delle zone erogene, la loro risposta rimane soggettiva per cui dalla stimolazione del medesimo punto del corpo, varie persone traggono gradi diversi di piacere. Ciò non è tanto dovuto a differenze costituzionali ma alle preferenze individuali che si tormano nel corso delle esperienze erotiche. 

Nicéas Romeo Zanchett 

CONHEÇA A ARTE DE ROMEO

Escultura de Romeo 
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SESSUALITÁ - RELAZIONI TRA UTERO

  Primi accenni      A causa della scarsa accdessibilità, il ruolo dell'utero nell'atitività sessuale è stato finora poco studiato. ...